Privacy Policy Cookie Policy Robaccia – Luisa Briganti

Robaccia

Le immagini del riciclo.
Come predicare il contenimento invece dell’incontinenza.
 
Le opere sono l’effetto di un atteggiamento mentale e il rintracciare materiali nel riciclaggio del quotidiano e dare loro la possibilità di sopravvivenza culturale non è certo una novità nel mondo dell’arte.
Beuys, Broodthaers, Duchamp, Johns, Manzoni, Man Ray, Rauscenberg, Schwitters, Twombly, Warhol, per citare solo i più noti.
Il materiale prelevato dal quotidiano che le autrici Luisa Briganti e Katia Rossi  manipolano è lo scarto del processo fotografico; carte scadute, carte mal esposte, macchiate, provinature errate, negativi irrimediabilmente compromessi.
Materiale inservibile dunque, robaccia destinata alla discarica.
Materiali di scarto dunque, da sacrificare sull’altare per ottenere produzioni nobili, perfette.
Prelevare la robaccia della camera oscura, il luogo più intimo, fragile e silenzioso della fotografia, rifunzionalizzarlo in termini di contemplazione estetica, imprimendo ad esso una nuova possibilità, è questa la scommessa delle due ariste.
Un’operazione di civiltà che consiste nel dare a qualcosa un nome che non è il suo, e poi sognare sul risultato.
E in verità il nome falso e il sogno vero creano una nuova realtà.
L’oggetto diventa veramente altro, perché noi l’abbiamo reso altro.
Fabbrichiamo realtà.
La materia prima è ancora la stessa ma la forma che l’arte le conferisce la allontana da se stessa.
L’Arte della robaccia ha preso forma quindi.
Narrativa, fatta di rimandi e citazioni, di sovrapposizioni temporali, di traiettorie del pensiero quella dei collage di Katia Rossi, informale, minimalista, foto muta, fatta per essere abitata dai nostri sogni e dalle nostre storie quella di Luisa Briganti.
Tutte e due rivendicano una pausa di riflessione e ci propongono, come in un viaggio nel tempo, la necessità di uscire dall’attualità alla ricerca di un altrove abitato dalla condivisione, dalla misura, dalla socializzazione del gesto artistico.
In un epoca nella quale la sovrabbondanza delle fotografie scattate ne determina sempre più la reale irrilevanza, l’artista nelle sue deambulazioni mentali non si mimetizza, ma lavora in anticipo scavalcando il presente e cavalcando il futuro.
Katia  e Luisa permettono a qualsiasi oggetto di varcare la soglia dell’arte, anche e soprattutto alla robaccia.
 
Gabriele Agostini

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